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L'arte della gondola: quali parti riconoscere e a cosa servono

Elena Sartoridi Elena Sartori· 22/10/2026 20:18
L'arte della gondola: quali parti riconoscere e a cosa servono

Per riconoscere le parti di una gondola veneziana, conviene partire da ciò che si vede anche dalla riva: il ferro sulla prua, la forma dello scafo, il remo appoggiato alla forcola e il posto del gondoliere a poppa. Ciascun elemento ha una funzione pratica, anche quando è diventato un simbolo di Venezia. La gondola, infatti, non è soltanto una barca decorata: è costruita per avanzare e manovrare nei canali con un solo vogatore.

Ferro di prua: protezione, equilibrio e riconoscibilità

La grande sagoma metallica fissata davanti alla gondola si chiama ferro di prua, o semplicemente ferro. Protegge la parte anteriore dagli urti lievi e contribuisce a bilanciare il peso della barca. La sua forma aiuta inoltre a riconoscere subito la direzione della prua, anche osservando una gondola da lontano.

Il ferro presenta un profilo superiore ricurvo e una serie di sporgenze rivolte in avanti. A questi elementi sono attribuiti diversi significati simbolici legati a Venezia e alla sua storia. Sono letture interessanti, ma non vanno confuse con la funzione nautica del pezzo né considerate l'unica spiegazione della sua forma: profilo e dettagli possono cambiare tra gondole di epoche o realizzazioni diverse.

All'estremità opposta, sulla poppa, si trova un elemento ornamentale ricurvo spesso chiamato risso. È molto meno vistoso del ferro di prua, ma offre un riferimento utile per distinguere le due estremità. Se si guarda la barca di lato, la prua è quella del grande ferro; a poppa si trova la posizione di lavoro del gondoliere.

Remo e forcola: come si guida senza timone

Il gondoliere conduce la barca con un solo remo, stando in piedi a poppa e guardando nella direzione di marcia. Il remo serve sia a dare spinta sia a correggere la traiettoria. Per questo il movimento non consiste soltanto nel tirare o spingere l'acqua: il vogatore cambia l'appoggio e l'angolazione del remo secondo la manovra che deve compiere.

La forcola è il sostegno sagomato su cui lavora il remo. A un primo sguardo può sembrare una semplice forcella di legno, ma le sue curve e i suoi punti d'appoggio permettono di assumere posizioni diverse durante la voga. È un pezzo separato dallo scafo, lavorato per rendere possibile un controllo preciso: nella voga alla veneta il remo non è bloccato in uno scalmo come avviene su molte altre imbarcazioni.

Per capire la differenza, basta osservare una manovra in uno spazio stretto. Il gondoliere può modificare la forza della spinta e usare il remo per far ruotare o rallentare la gondola. La forcola gli offre gli appoggi necessari, mentre la forma dello scafo asseconda il movimento. Non c'è un timone separato da cercare sotto la poppa: il governo della barca dipende dal lavoro coordinato di remo, forcola e vogatore.

Scafo, asimmetria e parti su cui si sale

La gondola ha uno scafo lungo e stretto, adatto a muoversi nelle vie d'acqua veneziane. Non è perfettamente simmetrica: l'asimmetria aiuta a compensare la spinta prodotta dal vogatore che lavora da un solo lato. Questa caratteristica è meno evidente del ferro, soprattutto quando la barca è in acqua, ma è fondamentale per comprendere perché la gondola riesca a procedere senza un secondo remo.

Guardando all'interno si distinguono i bordi dello scafo, le strutture trasversali che lo irrigidiscono e gli spazi destinati a chi viaggia. Le sedute sono la parte più facile da individuare: la loro disposizione può variare secondo l'allestimento della gondola. Non vanno confuse con la postazione sopraelevata del gondoliere a poppa, pensata per consentirgli di vogare in piedi e vedere davanti a sé.

La gondola tradizionale è frutto del lavoro degli squeraroli, gli artigiani che costruiscono e riparano queste imbarcazioni negli squeri. Il risultato dipende dall'insieme di parti strutturali, finiture e regolazioni, non da un singolo dettaglio. Anche il caratteristico colore nero appartiene all'aspetto esterno della gondola, ma non identifica una parte dello scafo né spiega, da solo, come funziona la barca.

Dettagli storici da non scambiare per dotazioni di oggi

In immagini e raffigurazioni antiche si può incontrare il felze, una copertura che offriva riparo e riservatezza ai passeggeri. Non è però una dotazione abituale delle gondole usate oggi per il trasporto turistico. Cercarlo su ogni barca porterebbe quindi a interpretare come «mancante» un elemento che appartiene soprattutto alla storia dei suoi allestimenti.

Per orientarsi durante una visita, può essere più utile seguire una piccola sequenza visiva: individuare il ferro per trovare la prua, passare alla linea dello scafo, poi osservare a poppa dove il remo poggia sulla forcola. In questo modo si distinguono tre ruoli diversi — proteggere e bilanciare, sostenere la barca, spingerla e guidarla — senza ridurre la gondola a una collezione di ornamenti.

Elena Sartori
Elena Sartori

Elena si concentra sulle gite tra laguna, costa e campagna veneta, con proposte adatte anche a chi ha poco tempo. Descrive accessi, spostamenti e alternative per le giornate di pioggia, senza trascurare le stagioni migliori per ogni tappa. È incuriosita dalle tradizioni gastronomiche, dai paesaggi d'acqua e dai sentieri tranquilli.