Baccalà mantecato: come ottenere una consistenza cremosa

Per ottenere un baccalà mantecato cremoso servono pesce ben ammollato, cottura delicata e olio aggiunto poco alla volta mentre si lavora la polpa. Il punto decisivo non è montarlo il più a lungo possibile: è incorporare l’olio senza lasciare pezzi duri né rendere il composto unto e separato. Nella tradizione veneta si usa spesso lo stoccafisso, cioè merluzzo essiccato, chiamato comunemente «baccalà»; il baccalà sotto sale richiede invece una preparazione iniziale diversa.
Partire da un pesce morbido, ma non sfatto
Se acquisti stoccafisso già ammollato, controlla che la polpa sia flessibile e non presenti zone ancora dure, soprattutto nelle parti più spesse. Se parti dal prodotto secco, segui le indicazioni del venditore per l’ammollo: tempi e cambi d’acqua dipendono da spessore e lavorazione. Il baccalà sotto sale va invece dissalato con attenzione prima della cottura. In entrambi i casi, assaggia un piccolo frammento cotto prima di aggiungere altro sale: la sapidità di partenza può cambiare molto.
Cuoci il pesce in acqua a leggero fremito, evitando una bollitura violenta. Deve diventare abbastanza tenero da separarsi facilmente in falde, senza asciugarsi e irrigidirsi. Scolalo, lascialo intiepidire quel tanto che basta per maneggiarlo e rimuovi con cura pelle e lische. Tieni da parte un po’ del liquido di cottura filtrato: può servire per correggere la consistenza durante la lavorazione, senza aggiungere subito altro olio.
Come incorporare l’olio e ottenere la crema
Metti la polpa ancora tiepida in una ciotola capiente e sfilacciala. Lavorala con un cucchiaio di legno o con una frusta robusta, versando l’olio extravergine a filo, in piccole aggiunte. Continua a mescolare dopo ogni aggiunta: la polpa deve assorbirlo prima che tu ne versi altro. Un olio dal gusto non troppo aggressivo lascia percepire meglio il sapore del pesce.
La consistenza giusta è soffice e spalmabile: il composto resta raccolto sul cucchiaio, ma si stende facilmente. Non occorre eliminare ogni minima fibra per ottenere un buon risultato. Se usi una planetaria, scegli una velocità moderata e fermati spesso a controllare. Un frullatore a lame può rendere la lavorazione più rapida, ma rischia di trasformare la polpa in una pasta uniforme e di far perdere la struttura tipica della mantecatura.
Quanto olio serve dipende dall’umidità del pesce e da quanta polpa hai ottenuto dopo aver tolto pelle e lische. Per questo è più utile osservare il composto che seguire una quantità rigida: aggiungi olio finché la crema diventa morbida, fermandoti prima che inizi a raccogliersi sul fondo della ciotola. Se desideri insaporire con aglio, usane poco e aggiungilo gradualmente, così da non coprire il pesce.
Se il mantecato è asciutto, unto o troppo liquido
Un composto asciutto e difficile da spalmare può dipendere da una cottura troppo spinta oppure da una polpa che non ha ancora assorbito abbastanza liquido. Continua a lavorarlo e aggiungi, poco per volta, il liquido di cottura filtrato tenuto da parte. Valuta solo dopo se occorre altro olio: versarne molto in una volta non rende automaticamente il baccalà più cremoso.
Se invece l’olio rimane visibile e separato, smetti di aggiungerne e lavora ancora il composto per favorirne l’incorporazione. Se resta molto unto, la correzione più efficace è unire altra polpa di pesce cotto e sminuzzato, se ne hai a disposizione. Quando il mantecato è troppo fluido, evita di diluirlo ulteriormente e lascialo riposare al fresco: potrai valutare meglio la consistenza prima di servirlo.
Servilo su crostini o polenta, senza lasciarlo a lungo a temperatura ambiente. Per conservarlo, trasferiscilo prontamente in un contenitore chiuso e mettilo in frigorifero; usa utensili puliti per prelevarlo e segui le indicazioni di conservazione del prodotto di partenza, se presenti. La cremosità si giudica meglio dopo una breve lavorazione prima del servizio, perché il freddo può rendere l’olio e il composto temporaneamente più compatti.

