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Un'escursione alle cascate del Brent de l'Art: accesso e attenzioni sul sentiero

Lorenzo Bellinidi Lorenzo Bellini· 25/10/2026 16:38
Un'escursione alle cascate del Brent de l'Art: accesso e attenzioni sul sentiero

Per raggiungere a piedi il Brent de l’Art, il riferimento è Sant’Antonio Tortal, nel comune di Borgo Valbelluna: da qui si seguono le indicazioni locali verso la forra e si scende lungo il sentiero fino ai punti di osservazione accessibili. L’escursione è breve, ma non va valutata solo in base alla distanza: pendenza, fondo umido e condizioni del torrente possono rendere la discesa e soprattutto il ritorno più impegnativi del previsto.

Da dove partire e come individuare l’accesso

Una volta arrivati a Sant’Antonio Tortal, cercate la segnaletica per il Brent de l’Art e seguite il percorso pedonale indicato sul posto. Non conviene affidarsi soltanto a una traccia sul telefono: in una zona di sentieri, stradine e accessi vicini, le indicazioni presenti all’imbocco aiutano a scegliere il passaggio corretto e a riconoscere eventuali deviazioni o limitazioni.

Prima di lasciare l’auto, verificate dove la sosta è consentita, senza occupare passaggi, accessi privati o spazi necessari ai mezzi di servizio. Portate con voi ciò che serve per l’andata e il ritorno: il percorso non è una passeggiata urbana e non è prudente contare sulla possibilità di trovare servizi una volta scesi. Se sul posto trovate un divieto, una chiusura o un’indicazione di percorso alternativo, seguitela anche se la vostra mappa mostra una traccia diversa.

Com’è il sentiero verso la forra

Il percorso conduce verso un ambiente incassato, dove il terreno può essere irregolare e trattenere umidità anche quando in paese sembra asciutto. Tratti in discesa, foglie, fango, radici o pietre lisce richiedono passo attento; al ritorno bisogna risalire lo stesso dislivello. La brevità dell’itinerario, quindi, non equivale a un accesso facile per chiunque.

Indossate scarpe da cammino con suola che faccia presa, evitando calzature lisce o aperte. Procedete senza fretta e tenete libere le mani nei passaggi più scomodi. Con bambini o persone poco abituate ai sentieri, decidete prima della discesa se il gruppo è in grado di risalire autonomamente: è più semplice rinunciare all’imbocco che gestire una difficoltà sul fondo della valle.

Restate sul tracciato e osservate la forra dai punti raggiungibili in sicurezza. Non cercate scorciatoie sui pendii e non avvicinatevi al bordo di salti, rocce bagnate o sponde instabili per scattare una fotografia. Un ostacolo o un tratto che richiede di aggrapparsi non va superato solo perché la meta sembra vicina.

Quando rimandare la visita

Controllate le previsioni prima di partire e rivalutate la scelta sul posto. Pioggia in corso o recente, temporali previsti e terreno molto scivoloso sono motivi per rinviare: nella forra l’acqua e il fondo possono cambiare condizioni, mentre una risalita bagnata diventa più delicata. Anche con il sole, prestate attenzione a rumore e livello del torrente e non entrate nel suo letto per cercare una visuale migliore.

In autunno le foglie possono nascondere pietre e avvallamenti; nei periodi freddi ombra e umidità possono rendere alcuni punti insidiosi. Se manca luce sufficiente per completare con calma anche il ritorno, oppure la segnaletica non è chiara, fermatevi e tornate indietro. La decisione utile non è arrivare alla forra a ogni costo, ma percorrere in sicurezza anche la salita verso il punto di partenza.

Lorenzo Bellini
Lorenzo Bellini

Lorenzo racconta città d'arte e piccoli centri veneti pensando a chi viaggia in treno o con i mezzi locali. Organizza i suoi suggerimenti attorno a distanze, collegamenti e tappe facili da combinare in una giornata. Gli piace cercare scorci insoliti, osservare l'architettura delle piazze e fermarsi nelle botteghe di quartiere.