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I muretti a secco dei Colli Euganei: materiali e funzioni nel paesaggio

Elena Sartoridi Elena Sartori· 26/10/2026 07:16
I muretti a secco dei Colli Euganei: materiali e funzioni nel paesaggio

Nei Colli Euganei i muretti a secco aiutano a riconoscere i versanti trasformati in terrazze coltivabili: sostengono il terreno, definiscono i margini dei campi e raccontano l’uso delle pietre disponibili nei dintorni. «A secco» significa che le pietre sono disposte senza malta, ma non che siano semplicemente accatastate. La tenuta dipende dalla scelta e dall’incastro dei pezzi, dalla forma del muro e dalla gestione dell’acqua e del terreno alle sue spalle.

Le pietre del luogo e il modo in cui vengono disposte

La varietà geologica dei Colli Euganei si riflette anche nei manufatti rurali. Si possono incontrare pietre di origine vulcanica, tra cui trachite e altre rocce presenti nell’area, e materiali sedimentari dove disponibili. La composizione di un singolo muro non si deduce però dal nome del territorio: contano la geologia del versante, le pietre recuperate durante la lavorazione del campo e gli eventuali interventi successivi. Per osservare un muretto è più utile notare dimensioni, forme e disposizione dei blocchi che attribuire a vista una provenienza certa a ogni pietra.

In un muro ben costruito, le pietre più adatte formano un paramento stabile; quelle piccole possono servire a colmare gli spazi e a stabilizzare gli elementi maggiori. I pezzi vengono posati cercando appoggi efficaci e legami tra le diverse parti del manufatto. Dietro la faccia visibile, pietrame e riempimento hanno un ruolo importante: il muro deve contenere il terreno senza comportarsi come una parete impermeabile. Il passaggio dell’acqua attraverso la struttura può ridurre gli accumuli di pressione, purché il drenaggio non venga ostacolato da terra fine, radici o modifiche inadatte.

Perché i terrazzamenti hanno bisogno dei muretti

Su un pendio, una superficie pianeggiante offre condizioni più pratiche per coltivare, muoversi e curare le piante. Il terrazzamento crea questa superficie attraverso uno sbancamento e un riporto di terreno; il muro sostiene il margine a valle della fascia coltivata. Non rende il versante immobile, né elimina da solo i problemi di erosione, ma contribuisce a conservare nel tempo uno spazio di lavoro che altrimenti sarebbe più difficile da utilizzare.

Nei Colli Euganei questi manufatti si leggono accanto a vigneti, oliveti, orti e altri appezzamenti, secondo le caratteristiche dei luoghi e gli usi che si sono succeduti. Un muro può anche segnare il confine tra proprietà o accompagnare un percorso di accesso ai campi. Le funzioni spesso si sovrappongono: una stessa struttura sostiene una terrazza, ne delimita il bordo e orienta il passaggio lungo il pendio. Per questo i muretti non sono soltanto elementi decorativi del paesaggio, ma tracce materiali dell’organizzazione del lavoro agricolo.

Come leggere un muretto durante una passeggiata

Il primo indizio è il rapporto con la pendenza. Una successione di muri a quote diverse suggerisce un versante suddiviso in fasce; la larghezza delle terrazze e la continuità dei margini mostrano quanto spazio sia stato ricavato per l’uso agricolo. Osservando senza salire sulle strutture, si possono cercare i punti in cui il muro cambia altezza, si raccorda a un sentiero oppure termina contro un affioramento roccioso. Sono dettagli che aiutano a capire come la costruzione sia stata adattata al terreno, invece di seguire un disegno uniforme.

Anche le differenze all’interno dello stesso muro possono raccontare qualcosa, ma vanno interpretate con cautela. Un tratto con pietre di taglio o dimensione diversa può indicare una riparazione, il riuso di materiali o una tecnica scelta per un punto particolare; non basta, da solo, per datarlo. Vegetazione, cedimenti e pietre fuori posto possono segnalare un cambiamento nelle condizioni della struttura. Non è però prudente spostare i sassi per vedere come è fatta: oltre a danneggiare il manufatto, si può compromettere l’equilibrio di una porzione del muro.

Un paesaggio che richiede manutenzione

Un terrazzamento continua a svolgere la sua funzione solo se si controllano il deflusso dell’acqua, la crescita della vegetazione e lo stato delle murature. Quando la coltivazione si interrompe, i muri possono restare visibili per molto tempo, ma il terreno e le piante continuano a esercitare pressioni e a trasformare il versante. La presenza di un muretto integro non significa quindi assenza di manutenzione: spesso testimonia proprio una lunga serie di cure e riparazioni.

La costruzione a secco permette interventi coerenti con la struttura esistente, ma riparare un muro di sostegno richiede esperienza: occorre capire perché ha ceduto, non limitarsi a rimettere in posizione le pietre cadute. Per chi visita i Colli Euganei, il modo migliore di apprezzare questi manufatti è seguirli con lo sguardo nel paesaggio, rispettare sentieri e proprietà e riconoscere nei terrazzamenti il legame fra geologia, coltivazioni e lavoro umano.

Elena Sartori
Elena Sartori

Elena si concentra sulle gite tra laguna, costa e campagna veneta, con proposte adatte anche a chi ha poco tempo. Descrive accessi, spostamenti e alternative per le giornate di pioggia, senza trascurare le stagioni migliori per ogni tappa. È incuriosita dalle tradizioni gastronomiche, dai paesaggi d'acqua e dai sentieri tranquilli.