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Pastissada de caval: come si prepara il piatto veronese

Elena Sartoridi Elena Sartori· 21/10/2026 10:57
Pastissada de caval: come si prepara il piatto veronese

La pastissada de caval è uno stufato tradizionale veronese di carne di cavallo, cotta lentamente con vino rosso, verdure e spezie fino a diventare tenera e avvolta da un sugo denso. Si serve spesso con la polenta. Per prepararla in casa non basta rosolare la carne: il passaggio decisivo è una cottura dolce e prolungata, regolando il liquido perché il fondo non si asciughi.

Che cos’è la pastissada de caval veronese

Il nome indica una preparazione legata alla cucina di Verona, dove la carne di cavallo viene tagliata a pezzi e stufata nel vino rosso con un soffritto aromatico. È un piatto dal sapore intenso: il vino e gli aromi accompagnano la carne, mentre la lunga cottura rende il fondo adatto a condire la polenta.

Alla pastissada è associato un racconto popolare che ne colloca l’origine dopo un’antica battaglia nei pressi di Verona. È una storia della tradizione, non una spiegazione storica certa da cui ricavare la ricetta. Anche nelle cucine veronesi esistono varianti: cambiano le spezie, la presenza del pomodoro e il modo di trattare la carne prima della cottura.

Ingredienti e preparazione della carne

Per quattro persone si possono usare circa 800 g di carne di cavallo adatta a una lunga cottura, una o due cipolle, una carota, una costa di sedano, vino rosso, olio extravergine d’oliva, sale e pepe. Alloro, chiodi di garofano e un poco di cannella sono aromi possibili, da dosare con misura: devono profumare il sugo senza coprire la carne. Alcune versioni aggiungono passata o concentrato di pomodoro; altre lasciano che il fondo prenda colore soprattutto dal vino e dalla rosolatura.

Chiedi al macellaio un taglio per spezzatino o brasato e fallo dividere in pezzi abbastanza uniformi, così cuoceranno in modo omogeneo. Se vuoi marinare la carne nel vino con verdure e aromi, tienila coperta in frigorifero, non a temperatura ambiente. Prima di rosolarla, scolala e asciugala: una superficie troppo bagnata tende a lessarsi. Il liquido della marinatura, se usato per la cottura, va portato a ebollizione; non impiegarlo crudo come salsa.

Come cuocere la pastissada passo dopo passo

In una casseruola capiente scalda l’olio e fai appassire dolcemente cipolla, carota e sedano tritati. Sposta le verdure di lato o toglile per un momento se la pentola è affollata, quindi rosola i pezzi di carne pochi alla volta. Questo passaggio sviluppa sapore; mettere tutta la carne insieme, invece, può farle rilasciare acqua e ostacolare la rosolatura.

Riunisci carne e verdure, aggiungi gli aromi scelti e versa il vino rosso. Se usi il pomodoro, uniscilo ora in quantità moderata. Porta il liquido a sobbollire, poi abbassa la fiamma e copri parzialmente la casseruola. Il fondo deve mantenere una cottura leggera, non bollire vigorosamente. Controllalo di tanto in tanto: se si riduce troppo prima che la carne sia tenera, aggiungi poca acqua calda o brodo.

La durata dipende dal taglio e dalle dimensioni dei pezzi: usa come riferimento la consistenza, non un tempo fisso. La pastissada è pronta quando la carne si lascia dividere facilmente con la forchetta e il sugo è concentrato, ma non asciutto. Assaggia prima di salare definitivamente, elimina eventuali spezie intere e, se desideri una salsa più uniforme, schiaccia o frulla una parte delle verdure cotte. Se il fondo è ancora liquido, fallo restringere brevemente senza coperchio, sorvegliando la pentola.

Come servirla ed evitare gli errori più comuni

Servi la pastissada calda con polenta morbida o soda: entrambe raccolgono bene il sugo. È un piatto che si presta a essere preparato in anticipo e riscaldato con delicatezza, aggiungendo un goccio d’acqua se la salsa si è addensata. Dopo la preparazione, non lasciare la carne cotta a lungo sul piano di lavoro: falla raffreddare senza inutili attese e conservala in frigorifero in un contenitore adatto.

Gli errori più frequenti sono usare una fiamma troppo alta, lasciare asciugare il fondo o eccedere con spezie e pomodoro. La cottura dolce dà tempo ai pezzi di ammorbidirsi; controllare il liquido preserva il sugo che caratterizza il piatto. Per una prima preparazione conviene partire con pochi aromi e correggere il condimento verso la fine, quando il vino si è ridotto e i sapori sono più concentrati.

Elena Sartori
Elena Sartori

Elena si concentra sulle gite tra laguna, costa e campagna veneta, con proposte adatte anche a chi ha poco tempo. Descrive accessi, spostamenti e alternative per le giornate di pioggia, senza trascurare le stagioni migliori per ogni tappa. È incuriosita dalle tradizioni gastronomiche, dai paesaggi d'acqua e dai sentieri tranquilli.