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Baccalà alla vicentina: quali caratteristiche della ricetta conoscere

Elena Sartoridi Elena Sartori· 30/10/2026 10:38
Baccalà alla vicentina: quali caratteristiche della ricetta conoscere

Il baccalà alla vicentina si riconosce soprattutto da tre caratteristiche: si prepara con stoccafisso, non con il merluzzo conservato sotto sale; cuoce lentamente in un condimento con cipolla, olio e latte; si serve tradizionalmente con la polenta. Le ricette di famiglia possono differire nei dettagli, ma la scelta del pesce e una cottura dolce, senza mescolare continuamente, sono decisive per ottenere il piatto.

Perché si usa lo stoccafisso, anche se si chiama baccalà

Nel nome veneto del piatto, «baccalà» indica lo stoccafisso: merluzzo essiccato all’aria. Nell’uso italiano più generale, invece, baccalà significa merluzzo conservato sotto sale. Non sono prodotti intercambiabili senza modificare preparazione e risultato: hanno consistenza, sapidità e trattamenti preliminari diversi. Quando si acquistano gli ingredienti, conviene quindi cercare esplicitamente stoccafisso, eventualmente già ammollato.

Lo stoccafisso secco deve essere reidratato prima della cottura. L’ammollo richiede tempo e va gestito al freddo, cambiando l’acqua secondo le indicazioni del venditore: durata e frequenza dipendono dalla pezzatura e da come il prodotto è stato lavorato. Se si compra stoccafisso già ammollato, è utile chiedere se sia pronto da cucinare e conservarlo come indicato dal rivenditore. In entrambi i casi, prima di metterlo in pentola si eliminano pelle e lische con attenzione e si ricavano pezzi adatti a una cottura uniforme.

Quali ingredienti definiscono il condimento

La base caratteristica comprende cipolla, olio extravergine d’oliva e latte. La cipolla viene fatta appassire senza bruciarla; poi accompagna il pesce durante la lunga cottura. Il latte contribuisce a formare un fondo morbido, mentre l’olio dà corpo al condimento. Si usano anche farina, per rivestire leggermente i pezzi di pesce, e aromi come prezzemolo e formaggio grattugiato, secondo la ricetta seguita.

In molte preparazioni compaiono acciughe o sarde salate, sciolte nel soffritto per aggiungere sapore. La loro presenza è un buon esempio delle differenze tra versioni tramandate: non serve trasformare ogni variazione in una regola universale. Conta piuttosto l’equilibrio finale. Prima di aggiungere sale, è prudente assaggiare il condimento, soprattutto se contiene pesce conservato sotto sale e formaggio.

Come funziona la cottura lenta

Il pesce viene disposto in un tegame con il condimento e lasciato cuocere a calore basso. Il liquido deve mantenerlo umido, senza ridurre la preparazione a una bollitura vigorosa. La tecnica tradizionale privilegia una cottura prolungata e tranquilla: il fondo si addensa gradualmente e lo stoccafisso diventa tenero, pur restando riconoscibile nei pezzi.

Un errore frequente è rimestare spesso per paura che il pesce si attacchi. Lo stoccafisso cotto tende a sfaldarsi: è meglio usare un tegame adatto, controllare periodicamente il fondo e muovere delicatamente il recipiente quando necessario. Se il condimento si asciuga troppo, si può aggiungere poco liquido caldo alla volta. Il tempo effettivo non è identico per ogni preparazione: dipende dallo spessore dei pezzi, dal grado di ammollo, dal tegame e dall’intensità del calore. Il criterio più utile è verificare che il pesce sia tenero e che il fondo sia cremoso, non acquoso né bruciato.

Come servirlo e cosa valutare nel piatto finito

La polenta è l’accompagnamento più tipico: raccoglie il condimento senza coprire il sapore del pesce. Si può servire morbida oppure in fette, secondo la consuetudine di casa. Nel piatto finito il fondo dovrebbe avvolgere lo stoccafisso, non separarsi in una parte acquosa e una oleosa; i pezzi possono essere delicati, ma non dovrebbero diventare una poltiglia.

Se si assaggia il baccalà alla vicentina fuori casa, queste caratteristiche aiutano a riconoscerlo senza pretendere che ogni cucina segua passaggi identici. Una maggiore presenza di cipolla, un fondo più o meno denso o una diversa scelta degli aromi possono rientrare nelle interpretazioni della ricetta. L’elemento da non confondere resta il prodotto di partenza: il nome del piatto, in questo caso, non indica il comune baccalà salato.

Elena Sartori
Elena Sartori

Elena si concentra sulle gite tra laguna, costa e campagna veneta, con proposte adatte anche a chi ha poco tempo. Descrive accessi, spostamenti e alternative per le giornate di pioggia, senza trascurare le stagioni migliori per ogni tappa. È incuriosita dalle tradizioni gastronomiche, dai paesaggi d'acqua e dai sentieri tranquilli.