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Le fornaci di Murano: quali passaggi della lavorazione del vetro osservare

Elena Sartoridi Elena Sartori· 26/10/2026 15:37
Le fornaci di Murano: quali passaggi della lavorazione del vetro osservare

Le fornaci di Murano: quali passaggi della lavorazione del vetro osservare

Durante una dimostrazione in una fornace di Murano si osserva soprattutto la lavorazione a caldo: il maestro preleva il vetro fuso, lo modella e gli dà forma con strumenti, movimenti e, quando serve, il soffio. Non è però una visione dell’intero ciclo produttivo: preparazione delle materie prime, raffreddamento controllato e finiture possono avvenire in altri momenti o spazi. Per seguire davvero ciò che accade, conviene guardare come cambia il vetro tra un passaggio e l’altro, più che aspettarsi una sequenza sempre uguale.

La raccolta del vetro fuso e le prime forme

Il primo gesto da riconoscere è la raccolta: il vetraio introduce l’estremità di una canna o di un’asta nel vetro fuso e ne preleva una quantità adatta all’oggetto che vuole realizzare. La massa aderisce al metallo e viene fatta ruotare. Questa rotazione non è un semplice gesto scenico: aiuta a mantenere il materiale centrato e a controllarne la forma mentre è ancora molto morbido.

Osserva poi le soste e i ritorni verso il calore. Il vetro non resta lavorabile allo stesso modo per tutta la dimostrazione: raffreddandosi diventa meno malleabile, perciò può essere necessario riscaldarlo di nuovo prima di proseguire. Tra un riscaldamento e l’altro il maestro può regolarne il profilo con strumenti e superfici di lavoro. È un buon momento per notare quanto contino la misura del vetro raccolto e la rapidità dei gesti, anche se da spettatori non si vede sempre con precisione ogni intervento.

Soffiatura, modellazione e aggiunta dei dettagli

Se la dimostrazione prevede un oggetto cavo, il vetraio soffia nella canna per creare e ampliare una bolla all’interno del vetro. La forma nasce dall’azione combinata del soffio, della rotazione e degli strumenti: non basta immettere aria perché l’oggetto assuma da solo il profilo desiderato. Guardare come il maestro alterna questi gesti permette di distinguere la soffiatura dalla modellazione della superficie esterna.

Non tutti gli oggetti vengono soffiati. In una dimostrazione di scultura o di piccoli elementi decorativi può prevalere la lavorazione a mano del vetro caldo, con pinze e altri attrezzi usati per tirare, schiacciare o definire parti della massa. A seconda del pezzo, si possono vedere anche aggiunte di vetro per formare dettagli. Non dare quindi per scontato che ogni visita mostri una bolla o gli stessi strumenti: la sequenza dipende dall’oggetto scelto e dal tipo di dimostrazione.

Un altro passaggio interessante è il distacco del pezzo dal supporto su cui è stato lavorato. Può essere un momento molto rapido, difficile da cogliere se si guarda soltanto l’oggetto finito. Quando la visuale lo consente, segui dove viene sostenuto il vetro e se cambia supporto per consentire ulteriori interventi. Anche qui il percorso varia: un vaso, una figura e un semplice esercizio dimostrativo non richiedono necessariamente le stesse operazioni.

Che cosa una dimostrazione non mostra

Il pezzo appena formato non è pronto per essere portato via: deve raffreddarsi in modo controllato, perché un raffreddamento brusco può creare tensioni e rotture. Questa fase, spesso indicata come ricottura, non si esaurisce nei pochi minuti in cui il pubblico osserva il maestro al lavoro. Anche eventuali tagli, molature, lucidature o decorazioni successive possono restare fuori dalla dimostrazione.

Vale la pena distinguere anche la fornace visitabile dall’intera produzione del laboratorio. Durante una visita si può assistere a un pezzo realizzato per mostrare una tecnica, non necessariamente a tutte le fasi con cui vengono creati gli oggetti esposti in vendita. Colori, forme e finiture che si vedono nelle vetrine possono derivare da lavorazioni diverse da quelle appena osservate. Se una fase interessa in particolare, chiedere al personale se viene svolta lì e se è visibile è più utile che dedurlo dal solo risultato finale.

Come seguire la dimostrazione senza perdere i passaggi

All’inizio individua la fonte di calore, gli strumenti e il punto in cui viene appoggiato o fatto ruotare il vetro. Poi segui una domanda semplice: che cosa è cambiato dopo ogni ritorno al calore? Può essere aumentato il volume, essersi allungato un bordo o essere comparso un dettaglio. Questo metodo aiuta a leggere una lavorazione veloce senza confondere il riscaldamento con la formazione dell’oggetto.

Per organizzare la visita, verifica in anticipo che sia prevista una dimostrazione e quali siano le modalità di accesso: poter entrare in una fornace non significa automaticamente assistere alla stessa lavorazione in qualsiasi momento. Sul posto rispetta le indicazioni del laboratorio e resta nelle aree riservate al pubblico. Il valore dell’esperienza sta nell’osservare da vicino il controllo del vetro caldo, tenendo presente che ciò che si vede è una parte, non una sintesi completa, del mestiere.

Elena Sartori
Elena Sartori

Elena si concentra sulle gite tra laguna, costa e campagna veneta, con proposte adatte anche a chi ha poco tempo. Descrive accessi, spostamenti e alternative per le giornate di pioggia, senza trascurare le stagioni migliori per ogni tappa. È incuriosita dalle tradizioni gastronomiche, dai paesaggi d'acqua e dai sentieri tranquilli.