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Gondole di Venezia: perché hanno una forma asimmetrica

Lorenzo Bellinidi Lorenzo Bellini· 06/11/2026 21:26
Gondole di Venezia: perché hanno una forma asimmetrica

Le gondole di Venezia hanno una forma asimmetrica soprattutto per compensare la spinta del remo, che il gondoliere manovra da un solo lato. Senza questa correzione, l’imbarcazione tenderebbe a deviare e richiederebbe più sforzo per mantenere la rotta. L’asimmetria non è quindi un difetto visibile per caso, ma una soluzione legata al modo in cui la gondola viene condotta.

Come si riconosce la forma asimmetrica

Vista di lato, una gondola può sembrare semplicemente lunga e sottile. Per coglierne l’asimmetria bisogna osservarla dall’alto, oppure guardare la posizione delle sue parti rispetto all’asse centrale: i due fianchi non sono speculari e lo scafo presenta una lieve curvatura. Non è una differenza vistosa come quella tra prua e poppa, ma modifica il comportamento dell’imbarcazione in acqua.

La gondola è inoltre progettata per navigare in spazi stretti, affrontare curve frequenti e accostare alle rive. La forma dello scafo deve conciliare queste esigenze con la stabilità necessaria a trasportare i passeggeri. Per questo non basta descriverla come una barca «storta»: la sua geometria lavora insieme alla posizione del gondoliere e al sistema di voga.

Perché serve quando si rema da un solo lato

Il gondoliere sta in piedi verso poppa e usa un unico remo. Una spinta applicata lateralmente non fa avanzare soltanto la barca: tende anche a farla ruotare. Lo scafo asimmetrico contribuisce a contrastare questa tendenza, rendendo più agevole procedere nella direzione voluta senza dover correggere continuamente ogni colpo di remo.

La forma, però, non governa la gondola da sola. Il remo si appoggia alla fórcola, il caratteristico sostegno in legno che offre diversi punti di contatto. Cambiando presa, pressione e movimento, il gondoliere può avanzare, rallentare, girare o tenere la posizione. L’asimmetria dello scafo riduce il lavoro necessario nella voga ordinaria; la precisione delle manovre dipende anche dall’abilità di chi conduce.

Questo spiega perché il movimento visto da riva non somigli alla remata alternata di una piccola barca a due remi. Il gondoliere combina spinta e correzione nello stesso gesto, adattandolo al traffico, alla corrente e allo spazio disponibile. La forma della gondola gli offre un aiuto costante, ma non sostituisce le correzioni necessarie durante il percorso.

Che ruolo hanno il ferro di prua e l’equilibrio

Il ferro di prua è uno degli elementi più riconoscibili della gondola, ma non è la causa principale della sua asimmetria. Ha anche una funzione pratica: protegge la prua e contribuisce all’equilibrio complessivo dell’imbarcazione. Non va però confuso con la sagomatura dello scafo, che è la caratteristica decisiva per compensare la voga da un lato.

Anche la distribuzione del peso conta. Il gondoliere lavora da una posizione precisa, mentre i passeggeri possono spostarsi o sedersi in punti diversi. Perciò non esiste una forma capace di annullare ogni variazione d’assetto: scafo, peso a bordo e manovre devono restare in equilibrio durante la navigazione.

Se osservi una gondola da un ponte, prova a seguire prima la linea dei due fianchi e poi il movimento del remo. È il modo più semplice per capire il nesso tra forma e funzione: la lieve asimmetria aiuta una barca condotta con un solo remo a procedere e manovrare nei canali di Venezia.

Lorenzo Bellini
Lorenzo Bellini

Lorenzo racconta città d'arte e piccoli centri veneti pensando a chi viaggia in treno o con i mezzi locali. Organizza i suoi suggerimenti attorno a distanze, collegamenti e tappe facili da combinare in una giornata. Gli piace cercare scorci insoliti, osservare l'architettura delle piazze e fermarsi nelle botteghe di quartiere.