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I graffiti dei pastori sull'Altopiano di Asiago: cosa sono e come osservarli

Lorenzo Bellinidi Lorenzo Bellini· 24/10/2026 06:33
I graffiti dei pastori sull'Altopiano di Asiago: cosa sono e come osservarli

I graffiti dei pastori sull’Altopiano di Asiago sono segni lasciati su superfici di pietra da persone legate alla vita degli alpeggi: iniziali, nomi, date, simboli e piccoli disegni. Per osservarli occorre cercare con attenzione, senza dare per scontato che ogni incisione sia pastorale o antica. La regola essenziale è semplice: guardare e fotografare, ma non toccare la superficie per rendere i segni più visibili.

Che cosa raccontano i graffiti pastorali

Per secoli l’uso stagionale dei pascoli ha portato persone e animali nelle aree alte dell’Altopiano. In quel contesto, incidere un nome o un segno sulla pietra poteva essere un modo per lasciare traccia del proprio passaggio. Non si tratta necessariamente di opere progettate per essere viste da lontano: spesso sono testimonianze minute, legate ai luoghi di lavoro e di sosta.

Le iscrizioni possono contenere elementi immediatamente riconoscibili, come lettere e numeri, oppure segni il cui significato oggi non è chiaro. Una data incisa indica ciò che l’autore ha voluto scrivere, non basta da sola a stabilire quando sia stata realizzata l’intera superficie incisa. Allo stesso modo, un’iniziale non permette sempre di attribuire il graffito a una persona precisa. Il loro interesse sta anche in questo: sono tracce di vita quotidiana, non documenti che raccontano tutto da soli.

Come riconoscerli senza confonderli con altre incisioni

L’Altopiano conserva tracce di epoche e attività diverse. Accanto ai segni connessi alla pastorizia possono comparire scritte più recenti, incisioni legate ad altri lavori o testimonianze della Prima guerra mondiale. La vicinanza a un pascolo o a una malga è un indizio utile, ma non una prova sufficiente per attribuire un’incisione a un pastore.

Quando osservi una superficie, considera insieme il luogo, la forma dei segni e ciò che riesci davvero a leggere. Nomi, iniziali e date non vanno interpretati isolatamente: una scritta commemorativa, per esempio, può avere una funzione diversa da una semplice firma. Se non conosci la storia del sito, è più corretto descrivere ciò che vedi — «iniziali incise», «figura», «data leggibile» — che assegnare un autore o un significato certo.

Come osservarli sul posto senza rovinarli

Prima di partire, scegli un percorso accessibile al pubblico e verifica le indicazioni locali su sentieri, aree protette e proprietà. I graffiti non sono tutti raccolti in un unico punto attrezzato: possono trovarsi in contesti diversi, e la loro ricerca non giustifica l’attraversamento di recinzioni, l’ingresso in edifici o l’uscita da percorsi dove non è consentita. Una guida del territorio o il materiale informativo disponibile sul posto possono aiutarti a riconoscere le testimonianze senza affidarti a indicazioni vaghe.

Avvicinati quanto basta per osservare, mantenendo un appoggio sicuro e senza salire su muri o affioramenti instabili. La luce radente può far risaltare incisioni poco profonde: prova a guardare la pietra da diverse angolazioni o a scattare una foto senza flash diretto. Non strofinare, bagnare, ripassare con gesso o matita e non applicare fogli per ottenere un calco. Anche gesti che sembrano innocui possono consumare la superficie o lasciare residui.

Se fotografi un’incisione, inquadra prima il contesto e poi il dettaglio: una parete intera, un elemento riconoscibile del luogo e infine i segni leggibili. Questo aiuta a ricordare dove si trovava ciò che hai visto, senza dover incidere marcature o spostare pietre. Evita di pubblicare coordinate precise di testimonianze fragili e poco sorvegliate; se noti danni recenti, segnalarli a chi gestisce l’area è più utile che intervenire sulla pietra.

Un modo prudente di leggere questi segni

Il valore dei graffiti pastorali non dipende dalla spettacolarità. Una firma difficile da decifrare può ricordare che i pascoli erano anche luoghi di presenza umana, lavoro e attesa. Per comprenderla, però, servono contesto e cautela: osservare un segno non equivale a conoscerne con certezza l’età, l’autore o il motivo.

Durante una visita, può essere utile annotare ciò che è verificabile: il tipo di superficie, i caratteri leggibili, gli eventuali simboli e la relazione con il paesaggio circostante. Se un’iscrizione è molto consumata, lasciala tale: non occorre renderla leggibile a ogni costo. Il modo migliore per permettere anche ad altri di incontrare queste tracce è conservarle esattamente come le hai trovate.

Lorenzo Bellini
Lorenzo Bellini

Lorenzo racconta città d'arte e piccoli centri veneti pensando a chi viaggia in treno o con i mezzi locali. Organizza i suoi suggerimenti attorno a distanze, collegamenti e tappe facili da combinare in una giornata. Gli piace cercare scorci insoliti, osservare l'architettura delle piazze e fermarsi nelle botteghe di quartiere.