Remeri e squeri veneziani: due mestieri diversi al servizio delle barche

La differenza è nell’oggetto del lavoro: il remer costruisce e adatta remi e forcole, mentre lo squero è il cantiere in cui si costruiscono, si riparano e si mantengono le barche. I due ambiti si incontrano nella vita di una gondola o di un’altra imbarcazione a remi, ma non sono sinonimi: una forcola da regolare richiede il lavoro del remer; uno scafo da riparare richiede quello del cantiere.
Che cosa fa un remer
Il remer è l’artigiano specializzato negli strumenti della voga. Realizza i remi e soprattutto le forcole, gli appoggi sagomati in cui il remo si muove. Nella voga alla veneta, praticata in piedi e rivolti verso la direzione di marcia, la forcola non è un semplice supporto: i suoi punti di appoggio permettono al vogatore di controllare spinta, direzione e manovre cambiando la posizione del remo.
Per questo il lavoro del remer non finisce con il taglio del legno. La forma della forcola deve essere adatta al tipo di barca, alla posizione di voga e a chi la userà. Anche il remo richiede proporzioni e finiture appropriate: deve poter lavorare con la forcola senza ostacolare il gesto. Se un vogatore avverte che il remo non scorre come dovrebbe, il problema può riguardare l’assetto della barca, ma anche l’accoppiamento o l’usura di questi strumenti.
La bottega del remer è dunque un laboratorio di pezzi relativamente piccoli rispetto a uno scafo, ma decisivi per condurlo. Il suo mestiere combina conoscenza del legno e osservazione della voga: la riuscita di una forcola si valuta anche nell’uso, non soltanto guardandone la forma.
Che cos’è uno squero e chi ci lavora
Lo squero è il cantiere tradizionale veneziano dedicato alle imbarcazioni. Qui si lavora sullo scafo: si costruiscono barche, si interviene sulle parti danneggiate e si eseguono operazioni di manutenzione. Per indicare chi svolge il mestiere si può parlare di costruttori o maestri d’ascia; nella tradizione veneziana ricorre anche il termine squerarìol. Dire «lo squero» per riferirsi all’artigiano è comprensibile nel parlato, ma tecnicamente indica il luogo di lavoro.
Non tutti gli squeri fanno esattamente le stesse cose e la loro attività non riguarda soltanto le gondole. Queste sono le barche veneziane più riconoscibili, ma la tradizione della cantieristica lagunare comprende anche altre imbarcazioni. Il principio della distinzione resta lo stesso: se l’intervento riguarda la struttura della barca, il suo fasciame o altre parti dello scafo, si entra nell’ambito del cantiere, non in quello del remer.
Come collaborano attorno alla stessa barca
Una gondola aiuta a vedere il confine tra i due lavori. Lo squero può occuparsi della costruzione e delle riparazioni dello scafo; il remer prepara il remo e la forcola che consentono di vogarla. Sono componenti diversi di un insieme che deve funzionare: una barca ben costruita ha comunque bisogno di attrezzatura di voga adatta, mentre un ottimo remo non risolve un difetto dello scafo.
Nella pratica, una difficoltà avvertita durante la voga non identifica automaticamente il professionista da chiamare. Se una forcola è consumata o non risponde bene ai movimenti del remo, si consulta un remer. Se compaiono danni alla barca o serve un intervento sulla sua struttura, ci si rivolge a uno squero. Quando il problema non è evidente, chi usa la barca può descrivere come si manifesta e far valutare se dipenda dall’attrezzatura, dallo scafo o dal loro assetto complessivo.
Come riconoscere i due luoghi senza confonderli
In una bottega da remer l’attenzione è concentrata su remi e forcole, anche nelle fasi di sagomatura e finitura. Uno squero, invece, ha bisogno di spazio per lavorare sulle imbarcazioni e per movimentarle verso l’acqua. È una distinzione utile anche per chi osserva questi mestieri durante una passeggiata a Venezia: vedere una gondola vicino a una bottega non significa che lì venga costruita, così come vedere dei remi in un cantiere non rende il cantiere una bottega da remer.
Entrambi sono luoghi di lavoro, non necessariamente attrazioni aperte al pubblico. Se si desidera entrare, assistere a una lavorazione o fotografare da vicino artigiani e barche, è opportuno chiedere il permesso e rispettare le attività in corso. La differenza tra remeri e squeri diventa più chiara proprio osservando che cosa viene lavorato: gli strumenti con cui si voga da una parte, l’imbarcazione dall’altra.

