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Radicchio di Castelfranco: caratteristiche e uso in cucina

Lorenzo Bellinidi Lorenzo Bellini· 31/10/2026 18:21
Radicchio di Castelfranco: caratteristiche e uso in cucina

Il radicchio di Castelfranco si riconosce dalle foglie chiare, screziate di rosso o viola, raccolte in un cespo aperto che ricorda un fiore. Ha una consistenza tenera e croccante e un gusto lievemente amarognolo: per apprezzarlo conviene partire dalle preparazioni a crudo, mentre in cottura è meglio aggiungerlo verso la fine, così da non perdere del tutto colore e consistenza.

Come riconoscerlo e sceglierlo

A differenza dei radicchi rossi dal cespo compatto, quello di Castelfranco ha foglie larghe, arricciate e disposte in modo irregolare. Il fondo è in genere bianco crema, con macchie e venature la cui intensità cambia da cespo a cespo. Il suo aspetto screziato non è un difetto: è uno dei tratti che lo rendono riconoscibile.

Al momento dell’acquisto, osserva soprattutto lo stato delle foglie. Devono apparire turgide, senza ampie parti viscide o annerite; qualche variazione di colore, invece, è normale. Controlla anche la base del cespo: se è molto secca o molle, il prodotto potrebbe non essere nelle condizioni migliori. Un cespo più chiuso non è necessariamente più buono di uno aperto: conta di più la freschezza delle foglie.

Il nome richiama il territorio di Castelfranco Veneto. Se cerchi specificamente il prodotto certificato, verifica la dicitura Radicchio Variegato di Castelfranco IGP sull’etichetta: il semplice aspetto variegato o un’indicazione generica sul banco non bastano a confermare la certificazione. Questa distinzione è utile soprattutto quando vuoi acquistare un prodotto legato al disciplinare, non solo un radicchio simile per forma e colore.

Pulizia e preparazione senza rovinare le foglie

Rimuovi le eventuali foglie esterne danneggiate e taglia la parte più dura della base, senza staccare tutto il cespo se vuoi mantenere le foglie intere. Aprile con delicatezza, perché tra le pieghe può fermarsi della terra, poi lavale in acqua fresca. Scolale e asciugale bene, soprattutto per le insalate: l’acqua rimasta sulle foglie diluisce il condimento e ne riduce la piacevole croccantezza.

La parte centrale più chiara può risultare più soda delle estremità. Non occorre scartarla: puoi affettarla sottile per un’insalata oppure tritarla per una preparazione cotta. Se non usi subito il radicchio, conservalo in frigorifero evitando di schiacciare il cespo e controllane le condizioni prima di prepararlo. È preferibile lavarlo poco prima dell’uso, anziché riporlo ancora bagnato.

Come usarlo crudo e con cosa abbinarlo

Crudo, il radicchio di Castelfranco funziona bene quando resta protagonista. Spezza le foglie con le mani o tagliale grossolanamente e condiscile all’ultimo momento con olio, poco sale e una componente acida dosata con misura. Un condimento troppo abbondante coprirebbe il sapore delicato e farebbe perdere struttura alle foglie.

Per costruire un’insalata equilibrata puoi accostare la sua lieve nota amara alla dolcezza di mela, pera o agrumi; noci e altri frutti a guscio aggiungono una consistenza diversa, mentre scaglie di formaggio stagionato danno sapidità. Non serve usare tutti questi ingredienti insieme: scegli un elemento dolce e uno sapido o croccante, assaggia e regola il condimento. Le foglie più grandi possono anche diventare una base per piccoli antipasti, purché la farcitura non sia troppo umida.

Come cuocerlo mantenendo gusto e consistenza

Il calore ammorbidisce il radicchio e attenua parte della sua croccantezza. In padella, taglia le foglie in pezzi abbastanza grandi e falle appassire brevemente con olio e, se gradito, uno scalogno già ammorbidito. Evita di affollare la padella: se si accumula troppa acqua, le foglie tendono a lessarsi invece di insaporirsi. Assaggia prima di aggiungere altri ingredienti sapidi, perché il gusto del radicchio è meno deciso di quello di molte varietà rosse.

Nel risotto puoi cuocere i gambi più sodi con il riso e unire le parti tenere nelle fasi finali. Lo stesso criterio vale per pasta, crespelle o torte salate: separare le parti del cespo aiuta a non cuocere eccessivamente le foglie sottili. Se vuoi conservare il contrasto tra caldo e croccante, tienine da parte una piccola quantità cruda da aggiungere al piatto prima di servirlo.

Lorenzo Bellini
Lorenzo Bellini

Lorenzo racconta città d'arte e piccoli centri veneti pensando a chi viaggia in treno o con i mezzi locali. Organizza i suoi suggerimenti attorno a distanze, collegamenti e tappe facili da combinare in una giornata. Gli piace cercare scorci insoliti, osservare l'architettura delle piazze e fermarsi nelle botteghe di quartiere.