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Cicchetti veneziani: cosa sono e come si inseriscono nella tradizione dei bacari

Elena Sartoridi Elena Sartori· 18/10/2026 13:42
Cicchetti veneziani: cosa sono e come si inseriscono nella tradizione dei bacari

Cicchetti veneziani: cosa sono e come si inseriscono nella tradizione dei bacari

I cicchetti veneziani sono piccoli assaggi salati che si scelgono al banco dei bacari, le osterie informali di Venezia. Si mangiano spesso insieme a un’ombra, cioè un piccolo bicchiere di vino, ma non sono legati a una ricetta unica: possono essere crostini, bocconi di pesce, verdure o altre preparazioni della cucina locale. Per capirli conta tanto ciò che si trova nel piatto quanto il modo in cui vengono condivisi, tra una sosta breve e una conversazione.

Che cosa si intende per cicchetto

Il tratto comune dei cicchetti è la dimensione: sono porzioni da assaggio, pensate per essere prese singolarmente o combinate tra loro. Alcuni si mangiano con le mani, come i crostini; altri arrivano in un piattino e richiedono una forchetta. Non sono necessariamente antipasti in miniatura né versioni ridotte di un menu fisso: il banco può cambiare secondo il locale, la disponibilità degli ingredienti e le preparazioni del giorno.

Tra gli esempi più riconoscibili ci sono i crostini con baccalà mantecato, le sarde in saor, le polpette e gli assaggi a base di verdure o pesce. Questa varietà spiega perché due bacari possano offrire selezioni molto diverse pur restando entrambi fedeli alla tradizione. Anche la semplicità è parte dell’esperienza: un ingrediente ben preparato, servito in una porzione piccola, può essere un cicchetto senza bisogno di una presentazione elaborata.

Il ruolo dei bacari nella tradizione veneziana

Il bacaro è il contesto in cui il cicchetto assume il suo significato più caratteristico. È un luogo di sosta e di incontro: si entra, si guarda il banco, si ordina da bere e si sceglie qualcosa da accompagnare al bicchiere. Non esiste un rituale obbligatorio, ma l’idea è diversa da quella di una cena seduti con portate prestabilite. Il consumo può essere rapido oppure diventare un momento più lungo, secondo le persone e il locale.

La parola “ombra” è tradizionalmente associata al bicchiere di vino bevuto in questa occasione. Oggi nei bacari si possono trovare anche altre bevande, e non serve ordinare vino per assaggiare i cicchetti. Il punto centrale resta l’abbinamento informale fra piccoli piatti e convivialità: si può provare un solo boccone o scegliere assaggi diversi, lasciandosi guidare da ciò che è esposto.

Quando si parla di giro dei bacari, si intende il passaggio da un locale all’altro per bere qualcosa e assaggiare cicchetti differenti. È una possibilità, non una regola per vivere l’esperienza nel modo “giusto”. Fermarsi in un solo bacaro permette comunque di osservare il banco, chiedere cosa contiene una preparazione e scoprire quali assaggi vengono proposti quel giorno.

Come scegliere e ordinare senza confondersi

Il modo più semplice per iniziare è guardare le preparazioni esposte e chiedere al personale il nome di quelle che non si riconoscono. Se ci sono ingredienti da evitare o esigenze alimentari specifiche, è meglio domandare prima di ordinare: l’aspetto di un crostino o di una polpetta non basta sempre a capirne la composizione. Conviene inoltre verificare il prezzo e come viene servita la porzione, perché l’offerta non è identica in tutti i locali.

Per comporre un piccolo assaggio, si possono scegliere consistenze e sapori diversi: per esempio un crostino cremoso, una preparazione marinata o agrodolce e un boccone caldo, se disponibile. Non occorre ordinare tutto subito; scegliere pochi pezzi alla volta aiuta a gustarli e a capire se si desidera provarne altri. Se invece si cerca un pasto completo, è utile controllare che il bacaro proponga anche piatti più sostanziosi: una selezione di cicchetti può bastare ad alcuni, ma nasce soprattutto come insieme di assaggi.

Tradizione viva, non elenco di ricette obbligatorie

Associare i cicchetti soltanto a pochi nomi celebri rischia di far perdere la parte più interessante della tradizione. Alcune preparazioni sono fortemente legate alla cucina veneziana, mentre altre riflettono il gusto e le scelte del singolo bacaro. La presenza di proposte nuove non rende automaticamente meno autentico il locale, così come un banco dall’aspetto tradizionale non garantisce da solo una particolare qualità.

Per apprezzare i cicchetti, vale quindi la pena considerarli per ciò che sono: piccoli assaggi inseriti nella vita dei bacari, più che una lista da completare. Scegliere ciò che incuriosisce, chiedere spiegazioni quando servono e rispettare i tempi e gli spazi del locale è un modo semplice per entrare in questa abitudine veneziana senza trasformarla in un percorso obbligato.

Elena Sartori
Elena Sartori

Elena si concentra sulle gite tra laguna, costa e campagna veneta, con proposte adatte anche a chi ha poco tempo. Descrive accessi, spostamenti e alternative per le giornate di pioggia, senza trascurare le stagioni migliori per ogni tappa. È incuriosita dalle tradizioni gastronomiche, dai paesaggi d'acqua e dai sentieri tranquilli.