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Risotto con radicchio: come scegliere la varietà veneta

Elena Sartoridi Elena Sartori· 06/11/2026 21:39
Risotto con radicchio: come scegliere la varietà veneta

Per scegliere il radicchio per un risotto, parti dal risultato che vuoi nel piatto: il Treviso tardivo mantiene una consistenza più riconoscibile, mentre Chioggia e Verona si prestano a un risotto dal sapore più uniforme. Il Castelfranco è più delicato e dà il meglio se aggiunto verso la fine. La varietà conta, ma anche il momento in cui la metti in pentola cambia gusto, colore e consistenza.

Treviso precoce e tardivo: quale scegliere per il risotto

Il radicchio rosso di Treviso tardivo si riconosce dalle foglie strette e allungate, con coste bianche evidenti. Nel risotto è una buona scelta se vuoi sentire il radicchio anche al morso: tagliato a pezzi non troppo piccoli e cotto senza prolungare inutilmente i tempi, resta distinguibile tra i chicchi. Ha una nota amara caratteristica, che puoi bilanciare con la dolcezza della cipolla e una mantecatura misurata, senza coprirlo con troppi ingredienti.

Il Treviso precoce ha un cespo più compatto e foglie più larghe. È pratico quando cerchi un radicchio che si distribuisca bene nel risotto: puoi tagliarlo a striscioline e farlo appassire nel fondo di cottura prima di aggiungere il riso. Se invece vuoi conservare qualche parte più consistente, tieni da parte una piccola quantità e uniscila più avanti. Non serve trattare precoce e tardivo come ingredienti intercambiabili: con il primo ottieni più facilmente un insieme omogeneo, con il secondo puoi dare maggiore risalto alla verdura.

Chioggia, Verona e Castelfranco: le alternative venete

Il radicchio di Chioggia, tondo e compatto, è facile da trovare e da pulire. Le foglie tagliate fini si ammorbidiscono durante la cottura e si mescolano bene al riso: sceglilo se desideri un risotto al radicchio senza pezzi di verdura molto evidenti. Il radicchio di Verona, anch’esso compatto ma dalla forma generalmente più allungata, è un’altra opzione per chi preferisce un risultato uniforme. In entrambi i casi, assaggia il radicchio che hai acquistato: l’intensità dell’amaro non è identica in ogni cespo.

Il variegato di Castelfranco si distingue per le foglie chiare screziate di rosso e per una consistenza più tenera. È adatto a chi cerca un sapore meno marcato, ma una lunga cottura ne sacrifica l’aspetto e la delicatezza. Per valorizzarlo, puoi cuocerne una parte brevemente e aggiungere alcune foglie tagliate fini a fuoco spento, durante la mantecatura. Se vuoi un risotto dal colore rosso intenso, invece, non è la scelta più prevedibile: le sue foglie sono in gran parte chiare.

Come valutare il cespo prima di acquistarlo

Qualunque varietà tu scelga, cerca foglie sode, senza estese parti viscide o annerite, e una base che non appaia deteriorata. Qualche foglia esterna rovinata può essere eliminata, ma un cespo complessivamente molle non tornerà croccante in cottura. Considera anche lo scarto: se la base è molto grande rispetto alle foglie utilizzabili, la quantità da acquistare potrebbe essere maggiore di quella che avevi previsto.

Se per te è importante acquistare un prodotto con una specifica indicazione geografica, controlla la denominazione completa riportata sull’etichetta o sul cartellino di vendita: il nome della varietà, da solo, non equivale a una certificazione. Per cucinare, però, la prima domanda resta pratica: vuoi che il radicchio si fonda nel risotto oppure che mantenga una presenza riconoscibile?

Quando aggiungere il radicchio per ottenere il risultato voluto

Per un risotto dal gusto ben amalgamato, fai appassire il radicchio tagliato nel fondo di cottura, poi aggiungi il riso e prosegui la preparazione. La verdura cuocerà più a lungo, diventerà morbida e cederà parte del suo sapore al piatto. Se vuoi preservare consistenza e contrasto, cuoci il radicchio separatamente per poco tempo oppure aggiungilo quando il riso è già avviato: potrai controllarne meglio la consistenza prima della mantecatura.

Evita di giudicare la varietà soltanto dal colore del risotto. La tonalità finale dipende anche dalla quantità di radicchio, dal taglio e dalla durata della cottura; un cespo più rosso non garantisce da solo un piatto più intenso. Prima di correggere l’amaro con formaggi sapidi o altri ingredienti, assaggia: spesso basta regolare il sale e scegliere se lasciare il radicchio protagonista o smorzarlo con una mantecatura più morbida.

Elena Sartori
Elena Sartori

Elena si concentra sulle gite tra laguna, costa e campagna veneta, con proposte adatte anche a chi ha poco tempo. Descrive accessi, spostamenti e alternative per le giornate di pioggia, senza trascurare le stagioni migliori per ogni tappa. È incuriosita dalle tradizioni gastronomiche, dai paesaggi d'acqua e dai sentieri tranquilli.